Dal dentista col pancione
Una gruppo di ricercatori della facoltà di odontoiatria della Università del Minnesota ha analizzato le conseguenze di interventi come la rimozione della placca batterica dalle tasche parodontali oppure la rimozione del tartaro dalla superficie della radice effettuate su donne in gravidanza.
Secondo alcuni sondaggi condotti negli Stati Uniti sono molte le donne che in gravidanza non si recano dal dentista, neanche per normali profilassi, per le preoccupazioni legate alla paura che certi farmaci come anestetici, antibiotici e analgesici e determinate operazioni costituiscano un rischio per il feto.
Certo, è consigliato fare il minor uso possibile di farmaci e curare maggiormente l'igiene orale, nonché sottoporsi nell'arco dei nove mesi almeno un paio di visite di controllo. In gravidanza si verificano cambiamenti fisiologici e quindi alcune patologie si presentano con maggiore frequenza, per esempio la malattia parodontale, che dipende anche dall’igiene e dalla prevenzione.
Comunque bisogna dire che lo stesso timore c'è anche dall'altra parte, ovvero dai dentisti che spesso, per la stessa paura delle pazienti, evitano interventi durante la gravidanza. In realtà pareri autorevoli affermano che la maggior parte delle cure siano sicure in quanto i medicinali teratogeni sono pochi e anche questi sono dannosi solo in un periodo breve: la massima sensibilità si verifica durante l’embriogenesi, che avviene tra la quinta e la decima settimana di gestazione.
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